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LA TRADIZIONE SCIENTIFICA
A cura di Riccardo Zerbetto

La Terapia della Gestalt, che inizialmente era stata chiamata della Concentrazione o Esistenziale, utilizza un termine tedesco che significa struttura-forma e che tradizionalmente si riferisce al concetto insiemistico della omonima psicologia della percezione che mette in evidenzia la attitudine dello psichismo a cogliere quell’insieme che dà senso e quindi supera la semplice sommatoria degli elementi costitutivi.
Questo concetto venne originariamente introdotto da Christian von Ehrenfels (1858-1932) e sviluppato a partire dagli anni '30 da un gruppo di ricercatori della scuola di Francoforte che si occupavano della psicologia della percezione. Gli stessi misero in evidenza, appunto, come l'atto percettivo, in particolare quello visivo cui elettivamente dedicarono le iniziali ricerche, rappresenta un'operazione assai complessa che non poteva ricondursi alla semplice sommatoria dei singoli dati sensoriali acquisiti, ma evidenziava al contrario una attitudine ad organizzare la miriade delle sensazioni elementari in figure emergenti da uno sfondo che, per vari motivi, risultano per il soggetto particolarmente pregnanti e cariche di energia in un dato momento.
Mentre l’attenzione degli psicologi della Forma si era rivolta alle caratteristiche delle funzioni percettive, fu merito di Friederick Salomon Perls innestare questi contributi sul terreno della teoria e della pratica psicoanalitica e di un’impostazione fenomenologico-esistenziale.unitamente ad altri contributi teorici, come la Teoria del Campo di K. Lewin, l’Autoregolazine Organismica di K. Goldstein, il pensiero differenziale di S. Friedlander, e la Semantica Generale di A. Korzybsky e metodologici, come lo Psicodramma, la Sensory Awareness, scaturì un orientamento teorico-applicativo nel campo della psicologia e delle scienze umane di assoluta originalità.
Sviluppatasi negli Stati Uniti a partire dagli anni '50, questa scuola rappresenta attualmente uno degli indirizzi più suggestivi ed innovativi nel vasto panorama degli orientamenti nella psicoterapia e nelle scienze umane. Un orientamento che suscita crescente interesse anche in Europa e che ha contagiato innumerevoli persone anche nel nostro Paese dove è stato introdotto originaria-mente da Natascia Mann e Barrie Simmons e dove vanno organizzandosi iniziative più strutturate di applicazione clinica e di attività formativa.
Ma veniamo al percorso che ha caratterizzato questa interessante reazione di sintesi. Riprendendo David Gorton, (1982) «una non sufficientemente fondata conoscenza dei presupposti teorici della Terapia della Gestalt rende la comprensione della stessa, per come si presenta allo stato attuale, assai difficile se non impossibile».
E dato d'altronde constatare anche per altri movimenti di rinnovamento come l'elaborazione concettuale abbia seguito una prima fase maggiormente improntata all'intuizione ed alla messa in opera di pratiche innovative nel concreto. Se questo discorso può avere una validità in generale, lo ha in modo del tutto particolare in una impostazione che si riconosce come intrinsecamente fondata sull'esperienza e su un'attitudine di presa di contatto quanto più diretta con i dati di realtà.
Per introdurre gli elementi che compongono la costruzione teorica della terapia della Gestalt preferisco far preceder alcune note sulla vita di Perls stesso che, nell’evoluzione umana ed intellettuale della sua persona, integrò tali elementi costitutivi in una esistenza vissuta con intensità e coerenza agli stessi principi ispiratori.

 

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