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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’APPROCCIO GESTALTICO
Il ciclo della gestalt
Con questo termine, detto anche (con termine limitativo) ciclo della soddisfazione
dei bisogni, si indica il continuo processo di emergenza e scomparsa delle
diverse gestalt nell’interazione individuo/ambiente.
Parafrasando un detto zen possiamo evidenziare come l’individuo
(ma il discorso vale anche isomorficamente per organismi biologicamente
meno evoluti o anche per organismi sociali) è esposto ad un susseguirsi
di esigenze o desideri che acquistano periodicamente maggiore rilevanza
rispetto ad altre: “al se vuoi andare, allora va; se vuoi fermarti,
siediti; se hai fame, mangia; se sei stanco, coricati e dormi”.
Sembra facile, ma in realtà non lo è. Lo sottolinea un’altro
aforisma zen che dice: “se ho fame mangio. Non è questo un
miracolo?”. A pensarci bene, infatti, quante volte mangiamo pur
non avendo fame o non mangiamo pur avendone? Il dilagante problema della
bulimia/anoressia, come anche dell’alcolismo e della tossicodipendenza
solo per fare qualche esempio, non esisterebbe se effettivamente il ciclo
dei bisogni fluisse in modo armonico in un’osmosi funzionale tra
bisogni dell’organismo e risorse ambientali.
Per tale motivo, alcuni Autori (P. Goodmann, J. Zinker e M ed E. Polster)
hanno cercato di approfondire più in dettaglio i meccanismi del
suo funzionamento come delle sue interferenze.
Nello schema qui riportato, che noi applicheremo per fare un esempio al
bisogno alimentare, vengono evidenziate le seguenti fasi:
- sensazione. Una sensazione diffusa e non ancora identificata si attiva
nel nostro organismo, nel nostro caso a prevalente localizzazione epigastrica,
e ci mette in preallarme rispetto alla necessità di assumere cibo;
- consapevolezza. Tale sensazione acquista progressivamente i connotati
del la fame nella misura in cui noi possiamo metterla adeguatamente a
fuoco. Questo non avviene, notoriamente, se interferiscono meccanismi
interferenti (come può avvenire ad esempio nell’anoressia)
o per manza di contatto e attenzione per le proprie esigenze corporee;
- mobilizzazione o energizzazione. Alla presa di coscienza segue, sempre
che non ci siano meccanismi ostacolanti, la fase della mobilitazione delle
energie e della articolazione di una strategia coerente con l’obiettivo
identificato. Anche questa fase può essere soggetta ad elementi
disfunzionali come presenza di inibizioni di vario tipo carenza di capacità
progettuale;
- azione. A questa (che spesso viene associata alla precedente) segue
la messa in atto di comportamenti tesi quindi a mettere in atto un comportamento
teso al conseguimento di quanto richiesto per soddisfare il bisogno (gestalt)
emergente. Una carenza della spinta ad-gressiva può interferire
negativamente specie quando il conseguimento dell’obiettivo implica
una maggiore mobilizzazione di energie da parte del soggetto;
- contatto. Il conseguimento dell’obiettivo consente la assimilazione
e quindi il soddisfacimento del bisogno. In certi casi possiamo assistere
ad una mancanza di soddisfacimento pur in presenza dell’oggetto
richiesto (per problematiche collegate al tema dell’invidia, della
voracità, del masochismo etc.);
- distacco. Al soddisfacimento segue una fase di disinteresse per l’elemento
precedentemente ricercato e la disponibilità per l’emergenza
di un nuovo ciclo (il desiderio di riposo, di socializzare, di muoversi
o altro). In certi casi il distacco non è agevole (fissazioni orali,
problemi con lo svincolo, insicurezze etc.).
A queste fasi, qui riferite in modo assai stringato, vengono anche collegate
le diverse disfunzioni del Sé, di cui si dirà più
avanti. La sintesi richiesta a questa presentazione non ci permette tuttavia
di addentrarci in tali aspetti più dettagliati.
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