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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’APPROCCIO GESTALTICO
Concetti e immagini ovvero la dinamica tra o due emisferi
A tema della polarità si collega l’interazione interemisferica
che attualmente rappresenta un dato ampiamente acquisito. Rispetto agli
approcci che privilegiano il linguaggio verbale e la analisi cognitiva,
dette quindi dell’emisfero sinistro, si potrebbe considerare la
Gestalt come appartenente prioritariamente a quello destro (Ginger, 1990,
204). In realtà, tale spostamento intende dare maggior rilievo
ad una parte di noi che viene considerata “non dominante”
e quindi trascurata (per inciso è anche quella deputata alla produzione
onirica) anche se l’obiettivo finale sta in un equilibrio tra le
due funzioni emisferiche.
Puntuale F. Perls (1947, 213) “La maggior parte della nostra capacità
mentale consiste in immagini e parole, l’inconscio ha più
affinità con le figure, la mente conscia con le parole. Per raggiungere
una buona armonia fra l’Io e l’inconscio dovremmo avere il
maggior controllo possibile sulla nostra visualizzazione”.
Come infatti è utile lavorare sulla corrispondenza tra pensieri
ed immagini, così è utile saper evocare le immagini stesse
magari a partire da emozioni, sensazioni o anche la esercizi attivatori,
come si deriva da un altro passo. “Frequente è l’abitudine
inconscia di escludere le immagini con l’aiuto della contrazione
intensa dei diversi muscoli oculari. Le immagini riappariranno quando
si rilassano tali contrazioni (Perls, 1947, 213). Una delle prerogative
del lavoro gestaltico sta infatti nella evocazione immaginale, un atteggiamento
che rappresenta più che una semplice tecnica e che si avvale ovviamente
di metodi specificamente mirati a dare voce (o meglio immagine) ai contenuti
di coscienza.
L’affinamento di tale pratica consente di avere accesso ad una risorsa
di grande valore anche in assenza di produzioni oniriche. L’identificazione
con il contenuto immaginale, cui si associa generalmente una specifica
tonalità emozionale, consente di lavorare sui processi primari
in presa relativamente diretta e prima che tali contenuti vengano canalizzati
attraverso filtri (spesso preconcetti) di carattere cognitivo che ineriscono
i processi secondari.
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