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INTEGRAZIONI CON INDIRIZZI RECENTI
Tra gli apporti più recenti, che sono andati di fatto integrandosi
nel lavoro gestaltico (rappresentando uno stimolo per la Gestalt o ricevendone
vicendevolmente impulsi non trascurabili), sono d’obbligo le menzioni
alla Analisi Transazionale di E. Berne, alla Bioenergetica di A. Lowen,
alla Reintegrazione Primaria di W. Swartley, al Sogno da svegli guidato
di R. Desoille, ai Gruppi di Incontro di W. Shutz, allo Psicodramma di
J. L. Moreno, alla Psicosintesi di R. Assagioli.
“Tali combinazioni - precisa infatti Jim Simkin - possono dare il
risultato di una terapia assai scadente, se non adottate da uno psicoterapeuta
assai dotato”.
Più in generale è da rilevare come, mentre alcune scuole
di Gestalt (in particolare quelle di New York e Cleveland) tendono a mantenere
una sorta di rigorosa differenziazione dell’approccio gestaltico
da influssi di diversa derivazione, altre (quelle della costa californiana,
ad esempio, come pure le scuole europee che a quelle si ispirano) sono
più inclini a nuovi apporti in una concezione della Gestalt in
continua evoluzione.
Una sintesi, che di tali orientamenti è dato tratteggiare, può
così riassumersi:
- sviluppo di una Gestalt-analisi intesa come evoluzione dei contenuti
e della metodologia di lavoro della psicoanalisi (più spesso di
derivazione junghiana o neofreudiana) che si arricchisce di aperture teorico-applicative
della Gestalt;
- sviluppo del lavoro sul corpo, in particolare di derivazione reichiana
(Bioenergetica, Vegetoterapia, Lomi), come forma di arricchimento delle
possibilità di intervento sui blocchi energetici, sui processi
primari, sulle emozioni, sulla comunicazione non verbale; massaggio sensitivo
o profondo (Rolfing), integrazione posturale (J. Panter);
- sviluppo delle tecniche meditative (Vipassana, Zen) di auto-osservazione
(Gurdjeff), di rilassamento, di concentrazione e di armonizzazione psicocorporea
(Yoga, Focusing, meditazioni dinamiche, Psicodanza);
- sviluppo delle tecniche di lavoro in gruppo (Encounter, Psicodramma,
Analisi Transazionale);
- sviluppo del lavoro sui sistemi (Terapia della Coppia, della Famiglia,
della Rete Sociale) riconoscendosi essenzialmente negli approcci relazionali
di orientamento esperienziale (C. Whitaker);
- sviluppo del lavoro sul versante immaginativo (Sogno da svegli guidato,
tecniche di visualizzazione), rievocativo sugli stati di regressione (Reintegrazione
Primaria), sullo stato di trance (Ipnosi ericksoniana) sugli stati di
coscienza alterati attraverso alcune delle tecniche già menzionate,
l’iperventilazione del Rebirthing, l’uso della musica;
- sviluppo sul versante delle attività espressive (mimo, teatro,
espressione letteraria, arti figurative, creta etc.).
Lungi dall’escludersi, dette direttrici di sviluppo possono trovare
feconde possibilità di integrazione, semprechè coerente
ne sia la intrinseca logica di armonizzazione. Questa dimensione fa della
Gestalt, come più volte è stato detto, un’operazione
avvicinabile alla creazione artistica oltre che, senza ovviamente escluderla,
al rigore di un percorso scientifico dove per scienza, trattandosi dell’uomo,
si intende qualcosa di più e di diverso di un metodo applicabile
alle scienze della natura.
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