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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’APPROCCIO GESTALTICO
Dall’interpretazione alla maieusi del percorso esperienziale
“Sarò con te. Tu farai quello che ritieni necessario”
soleva ripetere Perls (da Baumgardner, 1975, 41) specificando come “uno
dei nostri principali obiettivi è quello di consentire al paziente
di fare delle scoperte: scoprire, quando vuole, alcune parti di Sé
e il suo potere, che sono per lui estranei e irraggiungibili” -
e ancora - la scoperta è il centro del processo della crescita,
l’essenza della psicoterapia. Il ruolo del terapeuta è quello
di facilitare non di insegnare; di ‘essere con’ non di imporsi”.
Essenziale in questo processo, affinchè il risveglio della coscienza
sia reale - Perls lo chiamava il fenomeno della “ah, ah experience”
- è che il vissuto si manifesti nella sua intrinseca dimensione
olistica e non limitatamente ad una insight intellettivo, ad una possibilità
di afferramento (ergreifen dei fenomenologi) del concetto. E nessun accadimento
della coscienza può avvenire se non nel paziente. Sua deve essere,
auspicabilmente, la scoperta. A lui conservare la gioia, seppure dolente
a volte, della epifania, della autorivelazione del quid novi che dal fondo
indistinto della coscienza emerge alla luce più definita e chiara
dell’evidenza.
Per favorire questo emergenza la pratica della interpretazione si presenta
non sono inutile ma francamente controproducente. E’ come risolvere
un problema di matematica ad un bambino che ha difficoltà ad organizzare
il problem solving.
Sostituirsi all’interessato, in questo percorso di ricerca, significa
frustrare le potenzialità latenti di ricerca, di autonomizzazione,
di gioia e di conquista di una verità che gli appartiene dal momento
che concerne essenzialmente la sua verità, l’autenticità
delle sue emozione e vissuti. La pratica dell’interpretazione, specie
se usata in modo inopportuno, mira più a gratificare il narcisismo
del terapeuta che ama sfoggiare la sua conoscenza e capacità intuitiva
proponendola - se non imponendola - al paziente che non a promuovere una
più adulta maieusi
Non si tratta quindi di rivelare, novelli aruspici, le verità che
riguardano le segrete cose della persona quanto di creare quelle condizioni
favorevoli affinchè il processo dell’auto-svelamento e quindi,
potenzialmente, dell’autoguarigione possa svilupparsi.
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