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LINEAMENTI SULLA FIGURA DI FRITZ S. PERLS E SUL PERCORSO CULTURALE
CHE HA PORTATO ALLA NASCITA DELLA TERAPI DELLA GESTALT
Nel 1926, psichiatra assai poco realizzato professionalmente e uomo di
33 anni, decide di iniziare una analisi personale. L'incontro con Karen
Horney è per lui una rivelazione, decide che la psicoanalisi è
il suo futuro.
Trasferitosi a Francorte, diventa assistente di Kurt Goldstein che, a
partire dagli studi sulla Psicologia della Gestalt, lavora sui disturbi
della percezione su traumatizzati cranici.
Nello stesso ambiente conosce Lora Polsner, che tre anni più tardi
sarà sua moglie. Riprende la sua analisi con Clara Happel che,
dopo solo un anno, considera terapia e formazione concluse.
Dopo un breve periodo a Vienna, dove si avvale della supervisione di Helen
Deutch mentre frequenta l'ospedale psichiatrico in qualità di assistente,
ritorna a Berlino dove riprende l'analisi con Eugene Harnick.
Su indicazione della Horney, nel 1930, Perls si rivolge successivamente
a W. Reich che, in quel periodo, sta lavorando alla Analisi di carattere.
L'incontro con questa figura di analista attivo, aperto a problematiche
politiche, che non esita a mettere le mani sui suoi pazienti per favorirne
la presa di contatto con i blocchi della corazza muscolare, rappresenterà
un fattore di fondamentale importanza nella successiva evoluzione della
formazione di Perls.
La sua professione è ben avviata ma il sopravvento del nazismo
lo costringe a fuggire in Olanda. Qui tuttavia, non gli viene concesso
di esercitare per cui, su consiglio di Ernest Jones, decide di recarsi
in Sud Africa.
Siamo nel 1934 quando Perls, insediatosi a Johannesburg, fonda l'Istituto
Sudafricano di Psicoanalisi. Elabora nel frattempo alcuni contributi originali
sul tema delle «resistenze orali» che si aspetta vengano accolte
positivamente al congresso internazionale di Psicoanalisi che si va preparando
a Praga nel 1936.
La comunicazione di Perls, che successivamente verrà ampliata e
pubblicata col titolo Ego, Hunger and Aggression contiene già molti
elementi che rivelano l'evoluzione di Perls al di fuori delle concezioni
classiche della psicoanalisi. Vi si approfondisce l'importanza dell'oralità
e delle modalità di assunzione di cibo del bambino, quale primo
modello delle future relazioni con l'ambiente. La fame, come espressione
dell'istinto di conservazione dell'individuo, viene considerata in parallelo
e non quale forma precoce e subordinata della sessualità che esprime
al contrario l'istinto di conservazione della specie.
Vengono inoltre anticipati alcuni temi che troveranno successivamente
più ampio sviluppo, quali: l'importanza del tempo presente nei
confronti della focalizzazione archeologica sul passato; l'attenzione
per il corpo e per il suo linguaggio; un'attitudine per la sintesi più
che per l'analisi; la messa in discussione della nevrosi di transfert
come forma di evitamento di un contatto più diretto tra paziente
e analista al di là dei fantasmi protettivi; una revisione sui
meccanismi di difesa; l'utilizzazione della prima persona al singolare
come forma di appropriazione delle proprie sensazioni e sentimenti.
Vi compare inoltre una visione olistica dell'individuo all'interno del
proprio ambiente come risutato dell'incontro con J. Smuts autore di Olismo
ed evoluzione; nell'utima parte del lavoro intitolata Concentrazione terapeutica
egli propone un primo approccio terapeutico con esercizi che stimolano
l'attenzione del lettore sul silenzio interiore, sull'importanza del presente,
sulla concentrazione sul vissuto corporale.
Ce ne era abbastanza per considerare Perls come già di fatto fuori
della psicoanalisi. Una posizione che Perls fu esplicitamente invitato
ad assumere, per tramite di Marie Bonaparte, e che tuttavia rifiutò
di accettare.
Terminata la guerra, si trasferisce a New York. Tra i primi collaboratori
troviamo Isadore Fromm, Paul Weisz (che inizierà Perls allo Zen),
Elliot Shapiro, Sylvester Eastman che, con Paul Goodmann, Ralf Hefferline
e Laura formano il cosiddetto gruppo dei sette. Nel 1951 viene pubblicato
La terapia della Gestalt: eccitamento e accrescimento nella personalità
umana a firma di Perls, Hefferline e Goodman, testo base di riferimento
sia a livello teorico (vi compare un capitolo sulla teoria del Sé)
che metodologico.
Tra il ‘52 e il ‘54 fonda i primi istituti di Gestalt di che
lascia tuttavia alla moglie e collega Laura e a P. Goodmann mentre si
dà a continui viaggi per presentare il nuovo metodo di lavoro attraverso
dimostrazioni e conferenze.
La attività didattica si integra nel frattempo con una inesausta
attitudine ad imparare esponendosi a sempre nuovi stimoli. Frequenta per
diciotto mesi dei corsi regolari di Sensory Awareness con Charlotte Selver,
pratica lo Psicodramma ed approfondisce in particolare la tecnica del
monodramma secondo la scuola di Moreno.
La nuova pratica psicoterapica non si è ancora evoluta nella sua
forma definitiva. Non esiste infatti la hot seat e lo stile di lavoro
utilizza ancora molto la comunicazione verbale. Si sviluppa ulteriormente
l'attitudine a lavorare sul vissuto del qui ed ora, a ricercare un contatto
più diretto ed autentico tra paziente e terapeuta che non si riconduce
unicamente al modello transferale, mentre si va introducendo un modo più
attivo e drammatizzato di lavoro sui sogni che si configurerà più
tardi nella interazione tra le componenti della rappresentazione onirica
impersonate alternativamente dal sognatore.
Questa inesausta tensione ad integrare elementi teorici ed applicativi
di diversa estrazione sarà all'origine di una crescente divaricazione
tra Perls (e la scuola cosiddetta californiana che successivamente si
andrà sviluppando) e gli Istituti della East Coast (New York e
Cleveland) dove a Laura e Goodmann si sono affiancati nel frattempo Joseph
Zinker, Erving e Miriam Polster ed Isadore Fromm che si attengono ad una
metodologia di lavoro più ancorata agli schemi classici della interazione
verbale.
Nel 1956 Perls decide di ritirarsi, ormai lontano dalla vita attiva, in
Florida.
Tra il '59 e il '60 riprenderà le sue peregrinazioni recandosi
più volte in California su invito di Van Dusen, un fenomenologo
esistenziale che sa cogliere nell’approccio gestaltico lo spessore
teoretico che molti non sanno intravedere al di là delle tecniche
di intervento. Nel 1960 lascia Mendocino, dove lavora presso l'ospedale
psichiatrico, per recarsi a Los Angeles dove rincontra J. Simkin, uno
tra i suoi primi clienti che, ora amico e poi fondatore di un Istituto
di Gestalt, lo aiuterà a fondare un nuovo gruppo di studi ed a
ricostituirsi una clientela.
Perls, a più di 70 anni, accetta infine l'invito a dare alcune
conferenze e dimostrazioni ad Esalen, un Centro di crescita sulla costa
californiana che sta trasformandosi da luogo di incontro fra gente di
diversa estrazione culturale alla ricerca piuttosto confusa di nuovi modelli
di vita e di conoscenza in un autorevole fucina di sperimentazione e di
propulsione culturale attraverso il contributo di personaggi di rilievo
quali Aldous Huxley, Alan Watts, Abraham Maslow, Bill Shulz, Paul Tillich
etc. In questo splendido posto tra rocce, oceano e acque termali Perls
accetterà un contratto come residente per avviare un corso di formazione
nella Gestalt.
Alla presenza di centinaia di partecipanti, Perls invita chi vuole ad
accomodarsi sulla sedia che scotta per dar luogo alle sue dimostrazioni
cui sono ormai attirati professionisti di fama per apprendere i segreti
di un'arte consumata e sempre inventiva nel cogliere l'elemento evolutivo
inceppato di un'esistenza interrotta nel suo libero fluire, nella sua
crescita. Si tratta di persone magari in analisi da anni e che entrano
in contatto repentinamente con un modello autosostenuto di difesa paralizzante
e che l'atto della consapevolezza, sviluppatosi con l'aiuto del terapeuta
a partire da particolari apparentemente insignificanti, consente a volte
inaspettatamente di superare.
Non si tratta ovviamente di percorsi psicoterapici, ma di tocchi magistrali
che danno tuttavia il senso del potenziale raggiunto da quest'uomo a compimento
della sua opera di sintesi e di inesausta ricerca.
Le sessioni di Perls vengono registrate, filmate ed in parte raccolte
in un volume che uscirà con il titolo Gestalt Therapy Verbatim
(1969).
Contemporaneamente si dedica alla raccolta di dati ed esperienze personali
con un taglio autobiografico cui da il titolo inconsueto di In and out
the Garbage Pail (Dentro e fuori dal secchio della spazzatura) (1969).
Una nuova generazione di più stretti collaboratori, tra cui Claudio
Naranjo, Bob Hall, Jack Dawning e Isha Blumberg, raccoglievano l’eredità
della più compiuta espresione della sintesi di Perls mentre, con
il contributo di Jim Simkin, venivano organizzati programmi di formazione
secondo l’impostazione della scuola californiana.
Nel giugno del 1969 Perls si trasferisce con una trentina di collaboratori
in un vecchio albergo nell'isola di Vancouver, nel Canada occidentale,
sulle rive del lago Cowichan con l’intento di crearvi una comunità
terapeutica ispirata al kibbutz e ai principi della Gestalt.
“L’eredità di Fritz è completa. - dirà
nelle sue conclusioni P. Baumgardner (1975, 79) che dell’ultimo
periodio di Perls fu testimone privilegiata - Fritz ha sviluppato una
trama concettuale all’interno di una metodologia clinica ben definita”.
L'anno seguente, di ritorno da un viaggio in Europa, si ferma a Chicago
dove è atteso per un seminario. Vi morirà il 14 marzo a
seguito di un infarto di cuore all'età di 77 anni.
Il nuovo approccio, dopo anni di lenta incubazione, si diffonde con forza
inaspettata tanto da far registrare la nascita di ben 37 istituti tra
il 72 e il 76. Nel 1982 il Gestalt Directory annovera più di 60
istituti di formazione. Anche in Europa la terapia della Gestalt inizia
a diffondersi grazie ad iniziative di sensibilizzazione di terapeuti statunitensi
e all’avvio di iniziative da parte di colleghi europei che si sono
formati negli USA. Nel ‘72 Hilarion Petzoldt fonda il Fritz Perls
Institute a Dusseldorf mentre Serge Ginger fonda la Scuola Parigina di
Gestalt.
Nel nostro Paese, dove è stato introdotto originariamente da Natascia
Mann e Barrie Simmons, si sono progressivamente sviluppate iniziative
di applicazione clinica e di attività formativa. Allo stato attuale
esistono in Italia una decina di istituti di formazione la cui maggioranza
si riconosce nella Federazione Italiana delle Scuole ed Istituti di Gestalt-FISIG
che si è costituita nel 1991 con l’intento di garantire standard
didattici adeguati e nel rispetto dei parametri indicati dalla Associazione
Europea di Gestalt Terapia-EAGT.
Allo stato attuale la Terapia della Gestalt, oltre a far registrare la
propria presenza in tutti i continenti attraverso ben consolidate iniziative
di formazione, viene abitualmente contemplata tra gli indirizzi maggiormente
censiti nelle pubblicazioni sinottiche sui diversi orientamenti nella
psicoterapia ed ha ricevuto il riconoscimento, attraverso alcune scuole
di formazione, da parte della Commissione istituita presso il Ministero
dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica
ai sensi della legge n.56/89 sulla psicoterapia.
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