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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’APPROCCIO GESTALTICO

Verso un modello rappresentativo del Sé
Il perchè detti concetti siano stati valorizzati così poco ed abbiano stimolato scarse evoluzioni ed approfondimenti successivi non è facile capire. Un elemento che, nella mia esperienza personale, è stato ricco di implicazioni evolutive ed ha rappresentato l’elemento di svolta nella riscoperta di questo impianto teorico è stato collegare detti concetti ed alcuni elementi accennati od impliciti ad un modello rappresentativo che, come vedremo, potrà significare di più di una metafora o di un fenomeno isomorfico. Mi riferisco alla possibilità di rappresentare il Sé, in una versione che considero preliminare, come una membrana cellulare .
Questa rappresentazione non è nuova. Trova le premesse negli stessi riferimenti di Perls, di cui quello relativo alla pelle ho riportato, nonchè in allusioni più o meno significative di vari autori. Cito, fra tutti, quella di Serge Ginger che, accosta il fenomeno della frontiera/contatto tra l’individuo e il mondo alla funzione della pelle nell’individuo e a quello della membrana cellulare in un organismo unicellulare ravvedendovi dei parallelismi frappants con i temi sviluppati nella teoria del Sé (Ginger, 1978, 216).
Tale analogia viene sottolineata con forza ed ampio corredo di riferimenti bibliografici anche da uno psicoanalista tra i più penetranti ed aperti degli ultimi decenni. Mi riferisco a Didier Anzieu che su questo tema ha pubblicato nel 1985 un libro dal titolo appunto L’Io pelle.
Questa derivazione rappresenta la possibilità di ricondurre i tanti fenomeni biopsichici ad uno schema unitario ed elementare che fornirà un’utile griglia di collegamento tra tanti fenomeni attualmente considerati in modo disarticolato e poco organico.
Una critica che, di primo impatto, può essere avanzata ad un procedimento di questo tipo è il pericolo di operare abusive estrapolazioni tra fenomeni qualitativamente distinti quali sono gli accadimenti biologici e quelli psichici. In realtà, sempre per citare Anzieu: “Uno dei principi fondamentali della psicoanalisi è che ogni attività psichica si appoggia su una funzione biologica. L’Io-pelle trova il proprio appoggio sulle funzioni della pelle”.
Questo tipo di impostazione, comune a quanti si sono dedicati alla ricostruzione delle prime fasi del funzionamento psichico, è del resto condivisa dallo stesso Perls che non manca di ribadire, ad ogni piè sospinto, quanto le funzioni psichiche non possano in alcun modo essere distinte e scisse da una originaria dimensione organismica quale che sia il livello di funzionamento emergente (Perls et al., 1951, 436): “Il contatto consiste nel toccare, nel toccare qualcosa. Non si deve pensare al Sé come ad un’istituzione fissa; esso esiste ogniqualvolta e dovunque vi sia nei fatti un’interazione sulla via di demarcazione”. E ancora Anzieau: “L’esperienza si verifica ai confini tra l’organismo e il suo ambiente, fondamentalmente nell’epidermide e negli organi di risposta sensoriale e motoria “(ibid. 267).
Tale impostazione, a ben vedere, rappresenta un’acquisizione strutturale del pensiero psicoanalitico e dello stesso Freud, seppure l’attenzione prevalente si sia orientata nei fatti a dare maggiore risalto ai contenuti mentali e fantasmatici degli apparati psichici anzichè alla loro inscindibile derivazione ed interconnessione con i presupposti biologici. A tale matrice biologico-organismica la Gestalt tende a ricollegarsi nel pensiero di Perls.

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