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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’APPROCCIO GESTALTICO

Passare all’azione
Nel paradigma dell’arco diastaltico (il movimento della gamba cioè che succede immediatamente alla percussione della struttura neurotendinea della rotula), come anche Perls ricorda, compare lo stimolo e poi la risposta. In un crescendo di operazioni sempre più evolute, in misura della complessità dell’organismo vivente e delle funzioni interessate, si avrà una elaborazione sempre più articolata dello stimolo prima di avere una risposta. La stessa sarà sempre meno automatica e sempre più consapevole e discriminativa.
La salute dell’organismo nella interazione con il suo ambiente dipenderà quindi dalla capacità di riconoscere ed elaborare degli stimoli dal mondo esterno ma anche dalla capacità di evocare risposte efficaci.
Alla prima fase più recettiva dovrà seguire quindi una fase più attiva nella quale l’organismo, presa coscienza degli elementi in gioco, elaborerà utili strategie di comportamento manipolativo sul mondo esterno. Dando la parola a Perls (1947, 268) “La cura richiede ovviamente di percorrere le seguenti tappe: dovete diventare non soltanto pienamente consapevoli di quelle di quale emozione, interesse o impulso state nascondendo, ma dovete anche esprimerlo con parole, arte o azione”.
Il lavoro sulla consapevolezza nel presente è quindi un’occasione per una messa in azione che, contrariamente alla squalifica psicoanalitica per i comportamenti agiti all'interno del setting terapeutico, viene spesso sostenuta all'interno di una riscoperta autorizzazione ad esplorare moduli comportamentali diversi da quelli rigidi e ripetitivi a cui la rete dei divieti introiettati può averci abituati. Questo non implica, ovviamente, il sostegno ad ogni impulsivo acting out e la svalorizzazione del processo di simbolizzazione dei comportamenti, bensì il sostegno ad una più sinergica congruità tra vissuti ed i comportamenti che ad essi desiderabilmente possono corrispondere.

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