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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’APPROCCIO GESTALTICO

Il presente
Il privilegio per la connotazione spazio-temporale riferita al presente (già sottolineata alcuni psicoanalisti tra cui Ferenczi, Adler, Reich e Jung nel valorizzare il dato esperienziale attuale oltre alle “ceneri archeologiche”) si giustifica per più ragioni convergenti:
- è nel presente che di fatto ci interroghiamo sull'esistenza che, lungi dal potersi ipotizzare in termini generali ed astratti, si declina inevitabilmente nelle coordinate spazio-temporali in cui di fatto ci troviamo;
- questo radicamento nel qui ed ora con il mio corpo-sensazioni-emozioni-pensieri che sono me (e non mie) mi permettono di verificare in concreto la qualità delle interazioni con l'ambiente (prima fra tutte quella caratterizzata dalla presenza del terapeuta, da un gruppo di persone, dagli elementi di corredo presenti) e di verificare di conseguenza attraverso il lavoro sulla consapevolezza quanto queste interazioni siano o non siano soddisfacenti e forse migliorabili;
- il presente favorisce l'impatto, il contatto più diretto e im-mediato con le cose, le fantasie, le emozioni. La dimensione del passato o del futuro è spesso un modo per localizzare lontano da me situazioni e vissuti eludendo un confronto più diretto nella relazione Individuo/Ambiente;
- il presente ancora come condizione per l'esercizio di una consapevolezza che non è destinata necessariamente ad identificare bisogni o lacune da colmare, ma più semplicemente a farmi assaporare il fluire dell'essere, delle sensazioni, pensieri, emozioni progressivamente svincolate dalle introiezioni persecutorie e doveristiche del se fossi e del dovrei;
Il presente non significa ovviamente negazione del passato e del futuro quali dimensioni che nel presente conservano un autentico significato. Valga, per le tante citazioni riferibili al proposito, quello di Laura Perls: «Quanto esiste, esiste qui ed ora, il passato esiste ora come memoria, nostalgia, rimpianto, risentimento, fantasia, leggenda o storia Il futuro esiste qui ed ora nel presente attuale come anticipazione, pianificazione, saggio, aspettativa e speranza o timore o disperazione. La terapia della Gestalt lo assume tale e quale si presenta nel qui ed ora, non per come è stato o come potrebbe arrivare ad essere. E una focalizzazione fenomenologico-esistenziale nella misura in cui è esperienza e sperimentale» (L. Perls, 1992, 78).
Interessante è lo stesso uso del presente come chiave di lettura di forme di sofferenza come, conseguentemente, di strumento di cura. “L’ansia - sostiene Perls (1969, 115) è la tensione fra l’ora e il dopo”.

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