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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’APPROCCIO GESTALTICO

Il processo della gestaltung
Se per gestalt si intende la figura-struttura nel suo aspetto statico, per gestaltung si intende, sempre nella lingua tedesca, il processo morfogenetico o di progressiva configurazione delle gestalten nel percorso evolutivo.
Tale concetto può, isomorficamente, riscontrarsi nel passaggio sintropico da elementi inorganici più semplici a più complessi (frattali, cristalli), nell’evoluzione di una specie animale, di un pensiero (dall’intuizione di un motivo allo sviluppo di una sinfonia), di una nazione, di un movimento culturale etc.
Per quanto riguarda l’ambito che ci interessa più da vicino, e cioè quello dello psichismo, «La qualità più importante e interessante di una gestalt - dice Perls - è la sua dinamica, la necessità imperiosa che una gestalt possiede che la porta a chiudersi e a completarsi. Tutti i giorni sperimentiamo questa dinamica. A volte il miglior nome che si può dare ad una gestalt incompleta è di chiamarla semplicemente situazione inconclusa».
Tale schema interpretativo (che possiamo in qualche modo avvicinare al concetto freudiano di fissazione) introduce una possibilità di lettura assai diversa di quei meccanismi ripetitivi che Freud ricondusse all'istinto di morte e che passano sotto il termine di coazione a ripetere. Sarebbe quindi la stessa spinta evolutiva, qualcosa che possiamo quindi avvicinare all'istinto di vita, che giustifica il riproporsi di situazioni pur vissute dolorosamente e non quindi un ipotetico istinto di morte che per tali situazioni può risultare inutile ed anzi svantaggioso invocare.
La persona sana, che non subisce continue interferenze per situazioni irrisolte, dispone quindi di tutte le sue energie per entrare autenticamente in contatto con l'ambiente in cui si trova nel continuo fluire del tempo potendo quindi realizzare una soddisfacente osmosi con l'ambiente in cui viene a trovarsi.
Tale flusso di scambi soddisfacenti con l'ambiente sarebbe invece ostacolato nell'individuo nevrotico che evidenzierebbe, ad una osservazione accorta dei suoi gesti e modalità di interazione, un frequente ripresentarsi di situazioni di blocco e di autointerferenza. Il lavoro terapeutico si proporrà quindi di far emergere le gestalten incompiute (unfinished businesses) per identificare gli elementi di interruzione e favorirne la naturale evoluzione.
Anzichè andare a riesumare i resti mal rintracciabili di un più o meno remoto passato, sarà sufficiente analizzare la struttura interna del modo attuale di relazionarsi all'ambiente (e a sè stesso) per far emergere i meccanismi di autolimitazione e le fantasie che a livello più o meno consapevole li sostengono.

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