<-- indietro
LA RELAZIONE TERAPEUTICA
“Dal momento che i terapeuti della Gestalt si propongono di essere
presenti come persone reali, la crescita può avvenire attraverso
il lavoro sulla consapevolezza nel contesto di un contatto reale tra persone”
(G. Yontef, 1991, 274).
L'aspetto proiettivo transferale sulla relazione terapeutica viene, nell'ottica
gestaltica, deenfatizzato rispetto ad un'attitudine a saper vedere la
persona reale nel terapeuta (come in ogni altra persona) al di là
dei veli di Maja delle nostre proiezioni. La indiscutibile presenza dell'elemento
transferale, seppur tenuto presente, viene quindi affrontato nel senso
di un dichiarato proposito di superamento e non legittimanto attraverso
una strutturale connotazione della reazione terapeutica. Questa, ancora
una volta, rappresenterebbe una barriera alla autenticità-rischio
dell'incontro reale con l'altro da sè che, se da una parte può
proteggere dal rischio stesso di tale incontro, dall'altra legittima una
intrinseca infantilizzazione del rapporto.
E' chiaro che una simile definizione di incontro non è possibile
laddove manca la possibilità di esercitare una capacità
di scelta. Una situazione di crisi, di grave debolezza emotiva, di psicosi
(conclamata o latente) è incompatibile con quel poter essere (sein
konnen) di cui dicevamo e che riconduce la relazione ad una polarità
fortemente asimmetrica in cui c'è una persona scarsamente consapevole
e capace di prendersi cura di sè ed un'altra che è chiamata
a svolgere una esplicita funzione di aiuto.
Si tratta tuttavia di valutare, accanto ai possibili errori, il potenziale
evolutivo di un'attitudine meno protettiva e infantilmente rassicurante
che contraddistingue spesso la relazione terapeutica.
Giova aggiungere come il contesto del gruppo giova a far superare una
irrealistica ossessivizzazione della relazione terapeutica stessa. Tale
operazione esige un'articolazione assai delicata dei rapporti nella direzione
di un sostegno ad una progressiva accettazione dell'altro-da-sè
superando una posizione narcisistica frequente nel paziente a volere il
terapeuta come fantasmaticamente tutto per sè.
<-- indietro
|