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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELL’APPROCCIO GESTALTICO
Il vuoto fertile
Questo concetto non è facilmente definibile. Dando la parola a
F. Perls, R. Hefferline, P. Goodman, (1951, 94-95) “L’individuo
capace di tollerare l’esperienza del vuoto fertile, sperimentando
fino in fondo la propria confusione e che riesce a diventare consapevole
di tutto quanto richiama la sua attenzione (allucinazioni, frasi interrotte,
sentimenti vaghi, strani) avrà una grande sorpresa, vivrà
probabilmente un’esperienza “Ah, ah!”; all’improvviso
apparirà una soluzione, un insight fin ad ora inesistente, un lampo
di comprensione o percezione”.
In tale attitudine confluiscono evidentemente più elementi citati:
la fiducia nei processi autoregolativi e autoplastici, l’impostazione
maieutica e non intellettualistica. “La maggior parte delle persone
crede di risolvere la confusione, le confusioni che appaiono sgradevoli,
interrompendole con interpretazioni, speculazioni, spiegazioni e razionalizzazioni.
E’ questa la struttura di molti nevrotici, particolarmente intellettuali”
(F. Perls 1973, 92).
Tale condizione rappresenta il risultato di un addestramento a cui, invero,
troppa poca attenzione viene spesso dedicata anche in seno ai tradizionali
corsi di formazione. “C’è una sola via attraverso cui
possiamo contattare gli strati più profondi della nostra esistenza,
ringiovanire il nostro pensiero e raggiungere l’intuizione (l’armonia
del pensiero e dell’essere) “Il silenzio interno”. Prima
di padroneggiare l’arte del silenzio interno, comunque, bisogna
cercare di esercitarsi ad ascoltare i propri pensieri. Dopo aver padroneggiato
l’ascolto interno, potrete procedere all’esercizio fondamentale,
quello dell’allenamento del silenzio interiore (F. Perls, 1947,
225).
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