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Le interazioni fraterne
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@@Domanda::Buon giorno, sono una laureanda in Psicologia Clinica e sto svolgendo delle riceche per la mia tesi dal titolo: "Interazioni fraterne nell'ambito del gioco familiare". Ciò che mi intessa particolarmente sono gli studi effettuati e gli autori che si sono occupati della tematica dell'interazione fraterna. Grazie per il vostro interessamento@@ @@Risposta::Cara Roberta, innanzitutto vorrei sottolineare l'importanza delle relazioni fraterne, argomento centrale del tuo lavoro di tesi. Una delle peculiarità delle relazioni fraterne è data dalla dimensione temporale: tali relazioni sono tra le prime che compaiono e sono tra le relazioni più durature; infatti, iniziano alla nascita del secondogenito e, solitamente, terminano solo alla morte. Nonostante questo, la rilevanza delle relazioni fraterne è stata a lungo sottovalutata dalla psicologia tanto che il proliferare di studi sull'argomento si ha solamente a partire dagli anni '80. Spesso, le relazioni fraterne sono state considerate alla stregua delle relazioni amicali per il ruolo che svolgono nel processo di socializzazione, e per la centralità che hanno nello sviluppo cognitivo e morale. Una simile visione, però, sembra essere troppo semplicistica e di stampo riduzionista: infatti, sono molte le differenze tra una relazione amicale e una fraterna, come ad esempio l'imposizione del legame fraterno, che a differenza di quello amicale non può essere scelto dagli individui, e l'inserirsi dello stesso in un più ampio contesto di relazioni familiari. Come sottolineano Bigelow, Tesson e Lewko (1996) l'appartenenza allo stesso nucleo familiare e la derivante grande quantità di tempo trascorso con i propri fratelli dà vita ad un legame caratterizzato da sentimenti ambivalenti, come gelosia, invidia, affetto e controllo. Inoltre, esistono molte tipologie di relazioni fraterne che si differenziano sulla base del sesso dei fratelli, sul numero, sull'ordine di nascita (Emiliani & Carugati, 1985). Come accenato, quindi, questa particolare relazione non avviene nel vuoto sociale ma in un contesto molto ben strutturato con dei precisi ruoli e delle regole stabilite e note: la famiglia.

E' la famiglia stessa che in un certso senso determina la relazione fraterna che si instaurerà: infatti, sulla base dell'atteggiamento che il genitore terrà con i vari figli si svilupperà il loro legame fraterno. Oltre a questo, si inseriscono anche molti altri aspetti: la preferenza del genitore per un fratello percepita dall'altro (Patten, 1999), la lotta per assicurarsi la quota maggiore di amore materno e paterno e tutta una serie di dinamiche che possono portare ad una relazione fraterna costellata maggiormente da invidia, competizione e gelosia. In quest'ottica si inserisce un filone di studi che ha indagato l'impatto che ha il clima che si respira nella famiglia sulla qualità delle relazioni fraterne. Coerentemente con ciò, uno studio mostra come nelle famiglie caratterizzate al loro interno da alta conflittualità si presentano in misura maggiore delle relazioni fraterne con un elevato livello di conflittualità (Boer & Dunn, 1992; Patten, 2000).

In aggiunta a ciò, altri studi hanno mostrato come in famiglie caratterizzate da un clima caldo, piacevole e premuroso lo svilupparsi di relazioni fraterne intense dipende anche da altri fattori come le caratteristiche di personalità dei fratelli, oltre ai comportomenti e gli atteggiamenti dei genitori (Bank & Kahn, 1997; Boer & Dunn, 1992). Inoltre, ci possono essere anche altri fattori che possono causare una relazione fraterna non positiva: la relazione che ogni fratello ha con i propri genitori, analizzata in modo indipendente da quelle dell'altro fratello e la tipologia di pratiche che i genitori adottano nell'educazione dei propri figli: infatti, delle pratiche coercitive o poco empatiche possono determinare una relazione fraterna di stampo aggressivo (Boer & Dunn, 1992; Kim et al., 1999).

E' importante sottolineare come la relazione fraterna ha inizio in un tempo soggettivo: infatti, può considerarsi relazione fraterna solo nel momento in cui un fratello prende coscienza dell'esistenza dell'altro. Una volta acquisita, tale relazione diventa fondamentale, come detto, per lo sviluppo delle persone, e coinvolge una pluralità di momenti e di situazioni come ad esempio il gioco, approfondimento specifico che riguarda il tuo lavoro di tesi.

All'interno della relazione fraterna, che come abbiamo visto non può essere sconnessa dalla più generale relazione familiare, un grande peso lo rivestono i giochi che i fratelli fanno insieme. I fratelli sono fondamentali nella sperimentazione del gioco (Youngblade & Dunn, 1995): infatti, molto tempo della relazione fraterna viene trascorso giocando. Il gioco tra fratelli, oltre alla dimensione ludica propria del gioco in sè, ha anche una funzione di apprendimento soprattutto per quel che riguarda il fratello minore: infatti, è ben noto già dai lavori di Bandura (1977), il fratello minore apprende per imitazione quelli che sono i confini e le regole del gioco, oltre al rispetto del territorio personale altrui. Nel gioco tra fratelli, però, anche il primogenito ha possibilità di apprendimento: nel dettaglio possono esplorare ruoli diversi e capire la propria autonomia grazie al confronto che ne deriva con il fratello minore. La quantità dei giochi che i fratelli fanno insieme e la loro qualità dipende, oltre che dal più ampio contesto familiare già analizzato, anche da altri fattori come il sesso dei fratelli, l'ordine di nascita e la loro differenza d'età (Buhrmester, 1992; Tucker, Barber, & Eccles, 1997).

Inoltre, ti consiglio di analizzare questi link presenti nel nostro portale che trattano della tematica di tuo interesse: Oltre a questi, ti suggerisco degli altri approfondimenti concernenti soprattutto degli studi effettuati in questo ambito disciplinare: Per approfondire ulteriormente queste tematiche, ti segnalo la bibliografia che ho utilizzato per risponderti contente alcuni articoli che reputo essere interessanti:
  • Abramovitch, R., Corter, C., & Lando, B. (1979). Sibling interaction in the home. Child Development, 50, 997-1003.
  • Azmitia, M., & Hesser, J. (1993). Why siblings are important agents of cognitive development: A comparison of siblings and peers. Child Development, 63 (2), 430-444.
  • Bandura, A. (1977). Social Learning Theory. New York: General Learning Press.
  • Bank, S. P., & Kahn, M. D. (1997). The sibling bond. New York: HarperCollins.
  • Baumgartner, E., Campioni, L. et. al. (1989) Un confronto tra l’interazione genitore-bambino e l’interazione bambino-bambino: modalità, contenuti e ruoli. Rassegna di Psicologia, 6 (1), 91-106.
  • Bigelow, B. J., Tesson, G., & Lewko, J. H. (1996). Learning the rules: The anatomy of children's relationships. New York: Guilford.
  • Boer, F., & Dunn, J. (1992). Children's sibling relationships: Developmental and clinical issues. Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum.
  • Brunori, L. (1996). Gruppo di fratelli fratelli di gruppo. Ed. Borla, Roma.
  • Buhrmester, D. (1992). The developmental course of sibling and peer relationships. In F. Boer & J. Dunn (Eds.), Children’s sibling relationships: Developmental and clinical issues (pp. 19 – 40). Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum Associates, Inc.
  • Coles, P. (2003). Le relazioni fraterne nella psicoanalisi. Roma, Astrolabio, 2004.
  • Corman, L. (1971). Psicopatologia della rivalità fraterna. Astrolabio, Roma.
  • Daniels, D. & Plomin, R. (1985). Differential experience of siblings in the same family. Developmental Psychology, 21(5),747-760.
  • Deater-Deckard, K., Dunn, J., & Lussier, G. (2002). Sibling relationships and social-emotional adjustment in different family contexts. Social Development, (4), 571-590.
  • Dunn, J. (1984). Sorelle e fratelli. Armando, Roma, 1986.
  • Dunn, J., & Kendrick, C. (1987). Fratelli: Affetto, rivalità, comprensione. Mulino, Bologna.
  • Dunn, J., & Plomin, R. (1991). Why are siblings so different? The significance of difference in sibling experiences within the family. Family Process. 30, 271-283.
  • Emiliani, F., & Carugati, F. (1985). Il mondo sociale dei bambini. Il mulino.
  • Farver, A. M., & Wimbarti, S. (1995). Indonesian Children's Play with Their Mothers and Older Siblings. Child Development, 66 (5), 1493-1503.
  • Furman, W. & Buhrmester, D. (1985) Children’s perception of the qualities of sibling relationships. Child Development, 56 (2), 448-461.
  • Goetting, A. (1986). The developmental tasks of siblingship over the life cycle. Journal of marriage and the family, 48(4), 703-704.
  • Graham-Bermann, S.A. (1994). The assessment of childhood sibling relationship: varying perspectives on cooperation and conflict. The journal of genetic psychology, 155 (4), 457-469.
  • Hoffman, L.W. (1991). The influence of the family enviropment on personality: accounting for sibling differences. Psychological Bulletin, 110 (2), 187-203.
  • Howe, N., Aquan-Assee, J., & Bukowski, W. M. (2001). Predicting sibling relations over time: Synchrony between maternal management styles and sibling relationship quality. Merrill-Palmer Quarterly.
  • Kancyper, L. (2002). Il complesso fraterno e le sue quattro funzioni. Quaderni di Psicoterapia Infantile, 45, 132-164.
  • Kier, C., & Lewis, C. (1998). Preschool Sibling Interaction in Separated and Married Families: Are Same-sex Pairs or Older Sisters More Sociable?. The Journal of Child Psychology and Psychiatry and Allied Disciplines, 39, 191-201.
  • Kim, J. E., Hetherington, E. M., & Reiss, D. (1999). Associations among family relationships, antisocial peers, and adolescents' externalizing behaviors: Gender and family type differences. Child Development, 70 (5), 1209-1230.
  • Lamb, M. E. (1978). The development of sibling relationships in infancy: A short-term longitudinal study. Child Development, 49, 1189-1196
  • McHale, S. M., Crouter, A. C., McGuire, S. A. & Updegraff K. A. (1995) Congruence between mothers’ and fathers’ differential treatment of sibling: links with family relations and children’s well-being. Child Development, 66 (1), 116-128.
  • Newman, J. (1994). Conflict and friendship in sibling relationships: A review. Child Study Journal, 24 (2), 119-148.
  • Oliveiro Ferraris, A. (1986) Eravamo uguali: dinamiche psicologiche tra fratelli. Psicologia Contemporanea, 16 (93), 38-45.
  • Patten, P. (1999). Sibling relationships: An interview with Laurie Kramer. Parent News, 5 (3).
  • Patten, P. (2000). Marital relationships, children, and their friends: What's the connection? An interview with E. Mark Cummings. Parent News, 6 (3).
  • Rosa, M., Henshaw, M. A. (2002). Siblings & peer relations. www.FamilyResource.com.
  • Scharf, M., Shulmnan, F., & Avigad-Spitz, L. (2005). Sibling Relationships in Emerging Adulthood and in Adolescence. Journal of Adolescent Research, 20, 64-90.
  • Steward, M. (1984). Sibling relation: The role of conceptual perspective-taking in the ontogeny of sibling caregiving. Child Development, 58, 13-32.
  • Stocker, C. & Burwell, R.A. (2002). Sibling conflict in middle childhood predicts children’s adjustment in early adolescence. Journal of Family Psychology, 16 (1), 50-57.
  • Stocker, C. & Dunn, J. (1990). Sibling relationships in childhood: links with friendships and peer relationships. British Journal of Developmental Psychology, 8 (3), 227-244.
  • Stoneman, Z., & Brody, G. H. (1993). Sibling temperaments, conflict, warmth, and role asymmetry. Child Development, 64 (6), 1786-1800.
  • Tucker, C., Barber, B., & Eccles, J. (1997). Advice about life plans and personal problems in late adolescent sibling relationships. Journal of Youth and Adolescence, 26, 63–76.
  • Volling, B.L. & Belsky, J. (1992). The contribution of mother-child and father-child relationships to the quality of sibling interaction: a longitudinal study. Child Development, 63 (5), 1209-1222.
  • Youngblade, L. M., & Dunn, J. (1995). Individual Differences in Young Children's Pretend Play with Mother and Siblings: Links to Relationships and Understanding of Other People's Feelings and Beliefs. Child Development, 66 (5), 1472-1492.
Infine, questi che ti allego sono dei testi che trattano specificatamente dell'argomento della tua tesi e potrebbero rivelarsi utile per un ulteriore approfondimento.

Le relazioni fraterne nella psicoanalisi
Autore: Prophecy Coles
Anno: 2004
Prezzo: € 12.50
Casa Editrice: Astrolabio Ubaldini
Presentazione: In questo testo vengono trattate le relazioni fraterne secondo un'impostazione di tipo psicoanalitico. In quest'ottica vengono trattate in relazione allo sviluppo emotivo e sessuale sia dei fratelli che delle sorelle vedendo quest'ultimo aspetto come fattore particolarmente rilevante nella genesi dell'eterosessualità o dell'omosessualità in età adulta che si baserebbe sul meccanismo di identificazione con la sorella o con il fratello.

Fratelli & Amici. Dalla fratria ai gruppi sociali
Autori: Arianna Levorato, Roberto Levorato
Anno: 2008
Prezzo: € 9.60
Casa Editrice: San Paolo Edizioni
Presentazione: Gli autori sottolineano l'importanza del legami esistente tra i fratelli nella formazione delle caratteristiche di personalità delle persone. In quest'ottica vengono analizzate anche situazioni diverse, come ad esempio fratelli dello stesso sesso o di sesso diverso, fratelli con grandi differenze di età o addoirittura gemelli, le interazioni che questi hanno con il gruppo di amici propri dell'altro. Inoltre, viene adottata una prospettifa di tipo life-span: ovvero, l'importanza di tale legami non si esaurisce con l'avvento dell'adolescenza ma accompagna i fratelli, secondo modalità diverse che vengono esplorate in questo testo, fino alla vecchiaia.

Il tuo bambino... e la gelosia. Una guida autorevole per contenere la rivalità tra fratelli
Autori: Berry Brazelton, Joshua Sparrow
Anno: 2007
Prezzo: € 9.50
Casa Editrice: Raffello Cortina Editore
Presentazione: Questo libro è una sorta di manuale per i genitori su come comportarsi con i propri figli. Diventa quindi interessante, per quel che riguarda il tuo lavoro di tesi, nel momento in cui vengono trattate le relazioni tra i genitori e i relativi figli, con patrticolare attenzioni ai giochi che vengono proposti in base all'età dei figli e alla situazione particolare in cui tutto ciò avviene.

Fratelli e sorelle. Una malattia d'amore
Autore: Marcel Rufo
Anno: 2004
Prezzo: € 14.00
Casa Editrice: Feltrinelli
Presentazione: Il volume analizza in modo sistematico le relazioni che si instaurano tra fratelli, soprattutto di sesso diverso e l'importanza che queste rivestono nello sviluppo della personalità. L'interesse principale lo rivestono i casi che vengono descritti: infatti, come da te richiesto espressamente, sono trattate numerose situazioni applicative che forniscono degli esempi concreti delle relazioni tra fratelli e sorelle.

Sibling relationship: Theory and issues for practice
Autore: Robert Sanders
Anno: 2004
Prezzo: € 18.91
Casa Editrice: Palgrave Macmillan
Presentazione: L'autore prende spunto dal fatto che ritiene particolarmente sottovaluttao l'impatto che ha la relazione fraterna nello sviluppo della personalità delle persone. Conseguentemente, grande centralità ha tale relazione e le diverse modalità in cui questa si sviluppa, oltre a fornire alcuni consigli su come aiutare i propri figli a sviluppare un legame fraterno positivo. L'originalità del testo si ritrova anche nel linguaggio non particolarmente tecnico che utilizza in modo da poter essere fruibile anche da un persone non del settore (anche se, essendo in lingua inglese tale vantaggio tende ad assottigliarsi).

Sibling identity and relationship: Sisters and brothers
Autore: Rosalind Edwards
Anno: 2006
Prezzo: € 95.48
Casa Editrice: Routledge
Presentazione: Questo testo analizza l'importanza e lo sviluppo della relazione fraterna sia per quel che riguarda i bambini che gli adolescenti e l'influenza che questa relazione ha nello sviluppo delle personalità. La particolarità di questo testo, ed il motivo principale per cui te lo segnalo, è che prende spunto da una due diverse prospettive: costruzionista e psicodinamica.

Play and exploration in children and animals
Autore: Thomas Power
Anno: 1999
Prezzo: € 24.16
Casa Editrice: Lawrence Erlbaum Associates
Presentazione: L'interesse verso quetso testo deriva dalla presentazione, particolarmente ricca ed esauriente, delle attività ludiche dei bambini. Oltre a ciò, vi è un'altra parte dove si ha il raffronto con le attività ludiche degli animali che risulta essere meno interessante visti gli scopi del tuo lavoro. Nonostante ciò ti segnalo questo testo in quanto un capitolo tratta espressamente del gioco in ambito familiare.

Sperando di esserti stato utile e con l'auspicio di averti dato qualche spunto interessante ti faccio un enorme in bocca al lupo per la tua tesi di laurea.@@ @@Risponde::Matteo Ciancaleoni, Dottore in Psicologia@@