Psicoterapia.it -->
Centro ascolto adolescenti. Un progetto di consulenza psicologica nella scuola
di Maria Tagliamonte, Anna Padula

L'idea del progetto è nata dalla constatazione di una difficoltà, da parte della fascia di età compresa tra i dieci e i diciotto anni, ad accedere direttamente al Servizio di Psicologia ed in genere ai servizi socio-sanitari; di solito avviene che la famiglia o altre istituzioni, il Tribunale per i Minorenni, gli istituti sociali o altri servizi sanitari, segnalano la situazione problematica di un adolescente. In questi casi la segnalazione arriva quando i comportamenti del ragazzo o della ragazza sono già eclatanti: pensiamo ad esempio ai disturbi alimentari psicogeni che hanno prodotto evidenti dimagrimenti o ai comportamenti devianti che implichino procedure penali.

La convinzione che ci ha spinto a proporre il progetto di un centro ascolto precoce per gli adolescenti è invece quella che alcuni segnali possono essere accolti più precocemente laddove esista una figura di fiducia per il ragazzo. Crediamo che sia in questa ottica che gli attuali provvedimenti dei piani sanitari e la stessa legge 285/97 indichino ai servizi socio-sanitari di ampliare il proprio raggio di ascolto con politiche sempre più orientate alla consulenza precoce. Per ottenere tale risultato c'è bisogno di creare un canale di accesso tale da creare fiducia nei ragazzi. Quindi un canale che non sia connotato in senso patologico e che non sia direttamente connesso a problematiche o campagne di prevenzione specifiche, che sia più facilmente raggiungibile, addirittura all'interno dell'ambiente di vita del ragazzo, che abbia la possibilità di farsi lentamente conoscere e quindi sia una presenza stabile e costante.

Finalità del progetto
Le finalità del progetto sono di diverso livello.
L'intervento di tipo consultoriale vuole essere un'alternativa al modo nel quale i ragazzi si rappresentano le proprie difficoltà, per sostenere il naturale processo di costruzione di una identità, migliorando l'integrazione con parti di se stesso o con figure di relazione che sono ostili o negative. Quindi ad un primo livello di intervento la finalità è il sostegno al processo normale dello sviluppo, con la possibilità per i ragazzi di presentare allo psicologo diversi problemi, le difficoltà sentite sul ruolo sessuale, sull'affettività con i coetanei o in famiglia. Sempre all'interno dell'intervento consultoriale la consulenza psicologica può inoltre servire ad affrontare e chiarire le difficoltà riscontrate nell'ambito scolastico con una particolare materia d'insegnamento, intervenendo sulla qualità dello studio, suggerendo, laddove sia il caso, soluzioni metacognitive che aiutino a superare momenti di blocco nello studio.

Ad un secondo livello l'allargamento dell'ascolto psicologico permette l'evidenziarsi precoce di problematiche più rilevanti: conflitti familiari, situazioni di abuso di sostanze psicoattive, disturbi del comportamento e/o delle relazioni. Maggiore è la precocità dell'ascolto di questo tipo di problemi e migliore è la possibilità che i ragazzi intraprendano un intervento specifico. Si tratta di un livello nel quale si possono evidenziare difficoltà specifiche che se non affrontate potrebbero evolvere in quadri patologici. Nel caso si evidenziassero difficoltà di questo tipo la strada maggiormente percorribile sarebbe ovviamente un invio al servizio psicologico per l'età evolutiva e/o ai servizi interdisciplinari della ASL.

Nella presentazione alla scuola abbiamo rimarcato che questa finalità è solo secondaria, subordinata all'accertamento di un effettivo bisogno, perché la presenza dello psicologo nell'ambito scolastico vuole dare prima di tutto una possibilità di ascolto, libero da categorie predefinite, delle esperienze dei ragazzi. Vuole essere un'esperienza di reciproca conoscenza in un percorso mirato all'evoluzione spontanea di questa delicata età.

Modalità del progetto
Il progetto è stato realizzato presso la Scuola Media Statale "Amendola" di Sarno e in un plesso distaccato della medesima, a Lavorate di Sarno.
Spazio: si è utilizzata quasi sempre la stessa stanza all'interno dell'istituto, un'aula o la sala degli insegnanti.
Tempo: due ore, una volta alla settimana, durante l'orario scolastico normale.
Modalità di accesso: i ragazzi potevano accedere da soli. Nella presentazione del progetto è stato inoltre sottolineato che i colloqui erano protetti dal segreto professionale e che le informazioni potevano essere trasmesse a terzi solo con il consenso dell'interessato.
I ragazzi potevano prenotare personalmente il colloquio con la psicologa conferendo nella cassettina, appositamente costruita, i propri dati nonché la classe di appartenenza.

Verifica del progetto
Alla fine della sperimentazione è stata prevista una verifica quantitativa del numero di contatti avvenuti durante l'orario scolastico e una verifica qualitativa sul gradimento del progetto sia da parte del corpo insegnante che da parte degli alunni con un questionario appositamente preparato.

Valutazione quantitativa del progetto
La risposta degli alunni a questa iniziativa si può considerare complessivamente molto buona. Di seguito esponiamo il totale delle prestazioni e il numero degli alunni che hanno usufruito del servizio, divisi per sesso.
  • Nmero complessivo di richieste di prestazioni da parte degli alunni à 64
  • Numero complessivo di ragazzi che si sono avvalsi del servizio à 29
  • Numero di utenti maschi à 9
  • Numero di utenti femmine à 20

Costruzione e diffusione del questionario di valutazione qualitativa
Prima della conclusione dell'anno scolastico abbiamo costruito un questionario di valutazione per il Centro Ascolto Adolescenti destinato agli alunni ed agli insegnanti dell'istituto preso in esame. Il questionario ad items a scelta multipla ci è sembrato lo strumento più idoneo ed efficace per ottenere, direttamente dagli alunni e dagli insegnanti, tutte le informazioni utili per arrivare alla valutazione qualitativa dell'esperienza vissuta con il CAA. Così nel mese di maggio abbiamo distribuito i nostri questionari nella scuola e nel giro di pochi giorni siamo riusciti a ritirarli con le risposte. I questionari raccolti sono stati 150, dei quali 93 degli alunni e 57 degli insegnanti. Per la valutazione quantitativa si è scelto di prendere in esame solo i questionari provenienti da classi in cui almeno un alunno avesse fatto richiesta e/o usufruito di una prestazione: la disparità tra il numero di richieste e il numero di effettive prestazioni, rilevata attraverso l'item n.8, si giustifica con l'elevato numero di assenti nei giorni in cui il questionario è stato distribuito, cosicché non tutti i diretti interessati hanno potuto compilarlo e fornirci le indicazioni che ci occorrevano. Il questionario degli alunni è stato strutturato prevedendo una serie di domande (11) volte a valutare se gli alunni:
  • fossero a conoscenza del CAA
  • ritenessero adeguata la presentazione del CAA
  • avessero parlato del CAA con i compagni, genitori o insegnanti
  • avessero consigliato gli amici a partecipare al CAA
  • avessero partecipato, gradito e ritenuto interessante ed utile questa iniziativa.
Per ognuno degli items, gli alunni potevano rispondere utilizzando una scala di gradimento predefinita da 1 a 5, dove:
  • 1 = per niente
  • 2 = poco
  • 3 = abbastanza
  • 4 = molto
  • 5 = moltissimo

Analisi delle risposte al questionario degli alunni
Al momento di valutare le risposte degli alunni, abbiamo deciso, per avere una visione più ampia e significativa dei dati ottenuti, di suddividere tutti i questionari in due grandi gruppi. In un gruppo, i questionari nei quali gli alunni hanno risposto in maniera affermativa all'item n.8 e quindi che avevano preso parte direttamente all'iniziativa del CAA, cioè avevano avuto uno o più colloqui con lo psicologo (che abbiamo chiamato Gruppo 2), e nell'altro gruppo invece i questionari di coloro che non vi avevano mai partecipato (che abbiamo chiamato Gruppo 1). Questo accorgimento è stato utile per verificare come l'esperienza del CAA era stata vissuta da coloro che vi avevano partecipato direttamente rispetto a coloro che avevano deciso di restarne fuori.

La partecipazione degli alunni al CAA
Dalle risposte nella scuola media si evince che 72 alunni dichiarano di non aver partecipato, contro i 21 alunni che dicono di averlo fatto.
Nella scuola media la partecipazione è stata sorprendente e al di sopra delle nostre previsioni di partenza, al punto da indurre la creazione di vere e proprie liste di appuntamenti.

L'informazione
Per valutare il livello di informazione che gli alunni avevano del CAA, sono stati elaborati due items: il primo (item 1) chiede ai ragazzi/e di indicare se sono a conoscenza dell'esistenza del CAA nella loro scuola, mentre il secondo (item 2) valuta se gli alunni ritengono adeguato il tipo di presentazione del CAA che abbiamo adottato.
Come è evidenziato dai grafici, la conoscenza che gli alunni hanno avuto del CAA è sostanzialmente buona e l'andamento delle risposte date dagli alunni rientra nella norma. La valutazione del questionario ci permette inoltre di rilevare che gli alunni del G2 sono risultati mediamente più informati e hanno gradito di più la presentazione del CAA, rispetto all'altro gruppo.

Il gradimento
Il gradimento mostrato dagli alunni rispetto al CAA è stato valutato attraverso due distinti items: l'item 10 chiede ai ragazzi se hanno valutato interessante l'esperienza del CAA, mentre l'item 11 se l'hanno ritenuta utile.
Si può notare, osservando i grafici, che il gradimento dei ragazzi/e che hanno partecipato all'iniziativa direttamente (G 2), è stato decisamente buono con punte veramente elevate. Ciò che comunque andrebbe rilevato è che anche tra i ragazzi del G1, tra quelli cioè che non hanno mai partecipato al CAA, c'è una buona percentuale di ragazzi che ha apprezzato l'esperienza.

La famiglia
Il questionario degli studenti prevede alcuni items volti a verificare l'impatto che questa esperienza ha avuto all'interno della famiglia. Volevamo cioè cogliere quanto i ragazzi avessero riportato all'interno della loro famiglia delle informazioni su questa novità che la scuola offriva e quante famiglie si fossero informate dell'iniziativa e ne avessero parlato con i figli. Gli items sono così formulati:
  • item 4:
    Ho parlato del CAA con la mia famiglia
  • item 5:
    La mia famiglia ha mostrato interesse per questa iniziativa.
Ci sembra significativo che la divisione nei due gruppi di alunni evidenzi che nel gruppo di chi non ha partecipato direttamente all'iniziativa c'è stato un minor impatto sulla famiglia: la maggioranza di risposte è nelle scelte negative sia all'item 4 che nell'item 5. nel gruppo che invece ha partecipato all'iniziativa si riscontra un maggior interesse da parte della famiglia, anche se la tendenza da parte dei ragazzi è sempre quella di non parlarne.

Gli amici
Allo stesso modo ci interessava sapere quanto nella rete di amicizie si fosse parlato di questa iniziativa e quanto i ragazzi si fossero confidati con i compagni e avessero consigliato a questi di parteciparvi. Gli items interessati sono:
  • item 3:
    Ho parlato del CAA con i compagni
  • item 9:
    Ho consigliato a qualche amico/a di parteciparvi.
Quello che si può osservare è che nel gruppo che ha partecipato al CAA (G2) la distribuzione delle risposte risulta più omogenea, mentre nel gruppo che non ha partecipato (G1) la tendenza è quella di ignorare la presenza di questa iniziativa.

Gli insegnanti (valutazione del questionario)
I questionari da noi esaminati, relativi al corpo docente, sono stati 57: solo una parte degli insegnanti ha infatti risposto al questionario e non tutti erano presenti al momento della distribuzione e della raccolta dello stesso. Il questionario è stato costruito specularmene a quello per gli alunni: i primi items riguardano cioè quanta informazione avessero ricevuto e come aveva giudicato la presentazione del CAA. Anche in questo caso la scala dei valori andava da 1 (per niente) a 5 (moltissimo) secondo le stesse modalità previste per il questionario destinato agli alunni.
Il dato emerso dall'analisi del primo item ha in parte confermato le nostre aspettative: il 50,8% degli insegnanti dichiara infatti di essere "abbastanza" informato sull'esistenza del Centro Ascolto Adolescenti.

L'item 2 ("Ho trovato che la presentazione del CAA sia stata adeguata") ha avuto la seguente distribuzione:
Dai dati risulta che gran parte dei soggetti intervistati trova che la presentazione sia stata adeguata, abbastanza, molto e addirittura moltissimo.

Possiamo concludere, attraverso l'analisi degli items 7, 8, e 9, che la valutazione globale dell'esperienza risulta complessivamente positiva; in particolare, all'item 7 ("Mi sembra che l'esperienza del Centro Ascolto Adolescenti sia stata interessante") i soggetti hanno risposto in questo modo:
L'item 8 ("Mi sembra che l'esperienza del CAA sia stata utile per i ragazzi") ha invece la seguente distribuzione:
Infine l'item 9, orientato a valutare l'utilità del CAA per il miglioramento della vita scolastica, ha confermato il trend positivo, collocando nelle categorie più elevate ("molto" e "moltissimo") la maggior parte delle valutazioni.


Lo scambio tra gli insegnanti e gli alunni
Gli item volti a verificare l'interazione tra gli insegnanti e gli alunni sono stati inseriti sia nel questionario destinato agli alunni che in quello dedicato agli insegnanti; in particolare, all'item 6 del questionario per gli alunni corrisponde l'item 5 nel questionario degli insegnanti:
  • item 6
    "Ho chiesto informazioni o spiegazioni sul CAA agli insegnanti"
  • item 5
    "Gli alunni mi hanno chiesto informazioni o spiegazioni sul CAA"
Gli item 3 e 4, invece, hanno sondato più direttamente l'interesse degli insegnanti per il CAA:
  • item 3
    "Ho parlato del CAA con la classe"
  • item 4
    "Ho suggerito a qualche alunno di rivolgersi al CAA"
La distribuzione dei dati relativi a questi items rivelano una buona disponibilità, da parte degli insegnanti, a discutere con gli alunni del Centro Ascolto, con punte del 40,3% all'item 3 in corrispondenza del valore medio ("abbastanza").

Conclusioni
I dati della partecipazione quantitativa e di valutazione del questionario ci mostrano come gli alunni abbiano sostanzialmente sfruttato l'opportunità proposta, a volte andando al di là delle nostre stesse aspettative, e nonostante la scelta iniziale di non coinvolgere direttamente il corpo insegnante nel suggerire la partecipazione tale scelta, discutibile e forse avvertita da una parte degli insegnanti come un'esclusione, ci è sembrata necessaria perché il presentare il CAA attraverso gli insegnanti lo avrebbe connotato come uno strumento di controllo della scuola sui comportamenti degli alunni.

Pur non essendo possibile, in questa sede, analizzare più nel dettaglio i contenuti delle consulenze, è stato tuttavia rilevato che la maggioranza delle richieste ha riguardato problematiche affettivo-relazionali, sia relative alla classe (sono stati rilevati casi isolati di aggressività) che relative alla famiglia ( ansia da separazione, angoscia legata a lutti familiari, difficoltà relative alla separazione dei genitori); alcune consulenze hanno invece trattato problematiche maggiormente diversificate, relative anche al PTSD (Disturbo post-traumatico da stress), alle fobie, agli incubi notturni e ai disturbi dell'alimentazione.

L'esperienza del Centro Ascolto Adolescenti, in conclusione, si è rivelata proficua per gli alunni, ai quali era prevalentemente indirizzata, ma anche per gli insegnanti, che attraverso il CAA sono stati sensibilizzati verso problematiche spesso lasciate irrisolte o semplicemente inascoltate; gli stessi insegnanti, volendo indicare dei suggerimenti per una prossima occasione di incontro, hanno richiesto un maggior coinvolgimento, che ovviamente non collude con i principi ispiratori su cui il CAA si basa, ma che comunque ha testimoniato un grado di coinvolgimento che non ci saremmo aspettati da parte del corpo docente.

Volendo fare tesoro di questa esperienza, proporremo anche per l'anno scolastico 2002/2003 il Centro Ascolto Adolescenti, allargando la nostra ricerca anche alle scuole superiori e ipotizzando un confronto a più livelli tra le due realtà adolescenziali, così da ottenere un quadro più completo, e sicuramente più obiettivo, del complesso universo giovanile.