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Alla ricerca delle coccole perdute
di Virginia Cioni

Chiediti se soffri di questi stati d’animo: insoddisfazione, inadeguatezza, depressione, ossessività, lamenti, pretese, accuse, paure, ansia. Se ne soffri, sei un nevrotico “ bambino”. Non spararti subito. Aspetta. Il tuo caso può essere tragico ma non disperato. Scrivimi. Vediamo che cosa si può fare.

In questo modo Giacobbe presenta il suo libro sul retro di copertina, con lo stile ironico e acuto che lo caratterizza (vedi anche Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita – Ponte alle Grazie, 2003).

Egli stesso ammette che questo testo oltre ad essere un trattato scientifico, basato su una pratica clinica di oltre dieci anni, vuole essere un manuale divulgativo di psicologia evolutiva, quindi rivolto a tutti ( è più vantaggioso per l’umanità che un libro venga letto da mille persone comuni che da due specialisti ).

Tutti noi abbiamo molte personalità che vengono attivate in base alle diverse situazioni ambientali: in questo senso, la personalità è una autoimmagine che dirige il nostro comportamento per porre in essere efficienti risposte adattive all’ambiente.

Vi sono però tre personalità “naturali” comuni a tutti, ovvero quella del BAMBINO, dell’ADULTO e del GENITORE, le quali dovrebbero succedersi spontaneamente nel corso dello sviluppo psichico e biologico normale. Osservando gli animali si nota una evoluzione naturale dallo stato di cucciolo a quello di adulto ed infine di genitore, ma una volta che i comportamenti relativi a tali stati sono raggiunti, sono intercambiabili a seconda della situazione ambientale: se un adulto si trova in situazione di gioco ripropone modelli di comportamento propri del cucciolo, o in situazione di pericolo, diventa capace di protezione (genitore) verso i soggetti più deboli.

Nell’essere umano le tre personalità naturali non hanno una evoluzione spontanea, ma vengono influenzate dall’affettività, introdotta nello psichismo umano grazie allo sviluppo della neocorteccia cerebrale. Questo fa sì che oltre ai comportamenti e alle modalità di relazione sociale subentri una terza variabile che è il rapporto alle coccole:
il bambino ha sempre bisogno che qualcuno gli faccia le coccole l’adulto si fa le coccole da solo e non ha bisogno di nessuno il genitore è l’unico capace di fare le coccole agli altri
Il bambino è come un vaso vuoto del liquido dell’amore che deve essere riempito almeno quanto basta ad amare se stesso, ovvero a diventare adulto. L’adulto infatti è un vaso riempito per buona parte del liquido dell’amore. Ma se noi ci amiamo non possiamo fare a meno di amare gli altri e allora diventiamo genitori: il genitore è un vaso traboccante di amore, ma non solo per i suoi figli; il vero genitore ha amore per tutti, nessuno escluso.

Ognuna delle tre personalità ha aspetti negativi e positivi. Il bambino, non essendo capace di dominare l’ambiente vive come condizione fondamentale la paura e pretende una dedizione assoluta ed esclusiva (la gelosia è una malattia infantile). Allo stesso tempo però è capace di sottomettersi, di chiedere scusa e aiuto ed è capace di giocare.

L’adulto domina il suo territorio e la condizione fondamentale in cui vive è quella di libertà: egli non dipende da nessuno, non ha bisogno dell’approvazione degli altri e ha una stima illimitata di sé. Accetta la realtà così com’è e vi si adatta…non chiede mai, prende quello che vuole. L’adulto è capace di amicizia, come rapporto basato sul piacere e non sul bisogno, quindi alla pari. Nonostante questa descrizione di perfetta efficienza,
l’adulto, come lo squalo, ha dei grossi difetti, dal punto di vista della convivenza sociale: non è capace di sottomissione, non sa giocare e non vi aiuta nemmeno se state affondando nelle sabbie mobili, a meno che non abbia un tornaconto personale.
Il genitore è capace di dedicarsi agli altri, perché non ne ha più paura: egli ama, nel senso che accetta, ha stima e prova compassione per tutti, e questo amore è per lui fonte di piacere, lo fa sentire forte, superiore.

Apparentemente il genitore non ha aspetti negativi, se non fosse che il vero genitore è colui che è genitore a tutti e non solo ai propri figli e purtroppo i genitori di siffatta natura sono pochissimi ( basta andare a una partita di calcetto dove i “genitori” tifano solo per i loro figli )

. Mentre la personalità bambina si struttura spontaneamente alla nascita, quella adulta e quella di genitore hanno bisogno di passaggi obbligati: l’affetto di una figura di riferimento, un modello comportamentale di riferimento e il trovarsi nello stato esistenziale effettivo (la solitudine nel passaggio all’adulto e la dedizione e protezione nel passaggio a genitore). Il succedersi delle personalità nel processo di crescita psicologica è consequenziale e unidirezionale: non si può essere genitori se prima non si è diventati adulti. La NEVROSI ha origine in questo: è la incapacità di attivare la personalità naturale adatta alla situazione ambientale. Questa incapacità può manifestarsi in due modi:
  1. mancata attivazione di una personalità specifica ( per semplice incapacità o perché non strutturata)
  2. coazione ad attivare sempre una personalità specifica (per automatizzazione o mancata strutturazione delle altre personalità superiori).
La nevrosi più diffusa è quella infantile che si manifesta come personalità infantile coatta, continuamente alla ricerca dell’attenzione, dell’aiuto, della protezione, dell’affetto, della dedizione, dell’amore degli altri. Il nevrotico bambino ha la pretesa di essere amato sempre e in esclusiva:
codesti accattoni di affetto e di amore si attaccano al primo che gli dimostra un minimo di attenzione e disponibilità, se non addirittura pericolosissimamente di affetto, e lo eleggono arbitrariamente e unilateralmente loro papà o loro mamma, senza che l’altro gli abbia rilasciato alcuna autorizzazione allo sfruttamento o al possesso affettivo. “Innamoramento” è il nome che loro danno normalmente a codesta condizione patologica.
Ma essere innamorati non è amare: è bisogno di essere amati. Da questo argomento, Giacobbe fa derivare tre leggi psicologiche:
  1. nessuno può pretendere di essere amato
  2. nessuno può possedere nessuno
  3. nessuno può far soffrire nessuno (la sofferenza psichica è il risultato della lettura personale degli eventi e delle situazioni e non una conseguenza oggettiva degli stessi). Il nevrotico-bambino prova così tanta sofferenza a causa della creazione di aspettative e rifiuti, proprio perché è incapace di dominare l’ambiente.
Proprio come per il bambino vero, per il nevrotico la realtà è invasa da paure, che nel suo caso però sono per lo più immaginarie e gli impediscono di vivere tranquillamente il presente e il futuro: la nevrosi ansioso-depressiva è sostanzialmente una nevrosi infantile.

L’autore afferma però che c’è qualcosa peggio di tutto ciò ovvero il “bambino camuffato” da adulto o da genitore:
se non dà non è un genitore se non prende non è un adulto se non prende e non dà ma chiede è soltanto un bambino anche se ha i peli lunghi dieci centimetri.
La nevrosi adulta è terribile quasi come quella infantile: il nevrotico adulto è pressoché incapace di essere bambino o genitore quando la situazione lo richiede. Non sanno vivere la vita con leggerezza, non sanno giocare e farsi umili in situazioni che lo permettono, comunque in generale la nevrosi adulta è socialmente più accettabile: non elemosina amore, assistenza protezione, conforto e dedizione. Non rompe le palle a nessuno. Si fa i fatti suoi.
Ma sempre di nevrosi si tratta. Egli non sa giocare, non sa ridere, non sa scherzare, non sa chiedere scusa, non sa proteggere, non ha tenerezza, non sa essere affettuoso, non sa fare le coccole, non sa amare, non è umano. Fa schifo.
Il nevrotico genitore è un genitore sistematicamente punitivo o autoritario che è solamente interessato a se stesso, usando il suo ruolo superiore per alimentare il suo Io. Egli non dona per amore disinteressato ma solo per essere ringraziato, adulato, ossequiato e riconosciuto come autorità o come generoso donatore; si tratta di un genitore paternalista. Questo non significa che il genitore non debba mai correggere o punire i suoi figli, ma deve farlo sempre spiegando al bambino dove ha sbagliato e i motivi per cui non deve farlo più. La corretta educazione è quella che porta il bambino a diventare capace di affondare da solo tutte le difficoltà dell’ambiente, non quella che soddisfa i bisogni narcisistici, autoaffermativi, sadici, punitivi e repressivi del genitore.

Non è infatti l’autorità, che deve esercitare il genitore, la quale è sempre comunque una forma di violenza, ma l’autorevolezza, ossia il prestigio guadagnato con il proprio affetto disinteressato, con la propria esperienza, la propria saggezza e, soprattutto, il proprio esempio.

Le coppie nevrotiche sono quelle formate da personaggi nevrotici dei tipi sopra elencati, e sono sempre coppie sbagliate, qualunque sia l’assortimento che le crea.

Esiste un solo tipo di coppia sana, quella di bambino-adulto-genitore con bambino-adulto-genitore, ovvero quando tutte le personalità si sono formate spontaneamente e nell’ordine psicologico naturale: due persone che sanno essere, uno per l’altra, ora bambini, ora adulti, ora genitori.
Una coppia così può durare un’eternità. È fatta di due pali piantati saldamente nel terreno, ognuno dei quali può stare su per conto suo, senza l’aiuto dell’altro. Ma insieme fanno una palizzata che resiste a ogni attacco, ad ogni vento, ad ogni invasione. Una palizzata che non crollerà mai.
L’essere umano è capace di un ulteriore stadio dell’evoluzione psichica, perché dotato di pensiero. La quarta personalità è la buddhità e costituisce l’apice evolutivo che ha la finalità di eliminare la sofferenza ricorrente.
Un buddha è un illuminato, un saggio, colui che ha raggiunto la consapevolezza e la serenità.
Giulio Cesare Giacobbe
Alla Ricerca delle Coccole Perdute
Una psicologia rivoluzionaria per il single e per la coppia
Milano, Ponte alle Grazie (2004)